regia

Nuvole Bianche di Francesco Vannetti

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La scorsa estate (per la precisione il 27.7.2011) ho partecipato come comparsa in un cortometraggio; girato tra la Scuola elementare Giosuè Carducci e il Lago di Bilancino si tratta di “Nuvole Bianche” un corto della durata di 7 minuti che racconta la storia di un professore al suo primo giorno di pensione. Il regista è l’amico Francesco Vannetti che ha realizzato il corto come lavoro di conclusione del corso di cinema che stava frequentando. Poichè non capita tutti i giorni, ho deciso di approfittare di questa opportunità e ho chiesto a Francesco di rispondere a qualche mia curiosità per il blog.

Raccontaci qualcosa su di te, come ti sei avvicinato a questa passione e come è nato il progetto del cortometraggio?
Sono uno studente universitario, iscritto a Giurisprudenza. Il mio primo vero approccio col mondo del cinema risale all’anno scorso quando ho deciso di iscrivermi a una scuola di cinema (la Scuola di Cinema Immagina, diretta da Giuseppe Ferlito, a Firenze) per frequentare un corso di sceneggiatura e di regia.
Il corto, prodotto dalla Scuola, e’ stato realizzato la scorsa estate come naturale conclusione del corso.

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Cortomobile, il cinema più piccolo del mondo.

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Ringrazio la mia amica Valentina che mi segnala una notizia davvero curiosa; si tratta del cinema più piccolo al mondo che viaggia in tutta Italia su quattro ruote.


La sala cinematografica ambulante, infatti, è niente popò di meno che un’Alfa Romeo Berlina del 1974! La storia di questo minuscolo cinema (più o meno misura due metri per due) parte dal regista fiorentino Francesco Azzini che nel 2006 decide di utilizzare proprio la sua auto per far conoscere al pubblico i suoi cortometraggi. Poiché che affittare una sala intera non era esattamente una spesa alla sua portata, Francesco decide di allestire la sua Alfa Romeo e provare ad ogni modo a coronare ugualmente il suo sogno: andare a Venezia e proiettare i suoi lavori.

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La 50 Giorni – Prime proiezioni

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Giovedì 20 Ottobre si è tenuta l’inaugurazione della 50 Giorni in quella sala magnifica che ormai la ospita da ben cinque anni consecutivi, il Cinema Odeon! Una sala storica e accogliente, tante poltrone gialle che, ve lo confido, sono confortevolissime…adatte al 100 % per godersi un film in totale relax.

Appena arrivata (intorno alle 19) i locali del cinema sono già pieni di gente, chi beve un caffè, chi si mette in coda per acquistare i biglietti, chi mostra il cartellino per ritirare l’accredito stampa…

Salgo per prendere posto, il film che sta per iniziare è “The Artist“. La sua particolarità? Girato quest’anno, nel 2011, è in bianco e nero ma soprattutto…è un film muto!
Devo dire che mi ha sorpresa in positivo, non credevo mi sarebbe piaciuto…chi è che ha la pazza idea di girare un film muto ai giorni d’oggi? E invece le musiche erano perfette, ti trasportavano nella storia al posto dei dialoghi, e ancor di più la recitazione degli attori, molto accentuata per via della mancanza di ogni suono.

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L’amica del cinema

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Al tramonto, la luce calda sfiora quelle colline verdi e marroni. Nonostante il sole stia calando, il bagliore dei raggi è ancora troppo forte per non strizzare gli occhi o mettere la mano sul viso per fare ombra. Guardare, seduti su una panchina col braccio che sorregge la testa, un panorama che si estende lontano, un panorama fatto di campi arati, di vigne allineate come fossero disegnate, di amici che la domenica pomeriggio fanno i picnic, di alti girasoli concentrati a fissare, di fiori appena sbocciati, di nonni che accompagnano i nipoti a raccogliere gli anemoni da portare il giorno dopo a scuola alle maestre.

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Passeggio lungo un viottolo stretto, i sassi irregolari sotto la suola delle scarpe, qualche pozzanghera qua e là e mi accorgo di non essere da sola. Lucy Honeychurch ammira la città appoggiata al balcone, Massimo si addentra nel campo graffiandosi con le spighe di grano, Lucy Harmon si scatena ballando con la musica nelle orecchie ascoltando il suo walkman, Leonardo è in piazza e gesticola allegramente raccontando di qualche bischerata fatta.

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“La Toscana è una regione amica del cinema” (da Toscana Film Commission).


La Toscana, date le sue caratteristiche geografiche e la bellezza dei suoi paesaggi, è stata da sempre scelta, come scenario, da registi (e non solo) di fama sia nazionale che internazionale per girare film che avrebbero presto fatto la storia del cinema. Scene brevi, spot pubblicitari, lungometraggi interi; da Benigni a Pieraccioni, da Pasolini a Monicelli, da Fellini a Zeffirelli e tanti altri ancora.

Grandi nomi che ci hanno omaggiato esaltando il panorama che si presta davanti agli occhi, sia concreto che immaginato, quando parliamo di terra toscana. Poeti e scrittori. Pittori e cantastorie. Attori e scenografi.

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“Perché anche con loro la Toscana è diventata una fucina culturale di grande spessore, un centro di cultura per il mondo che può permettersi di indicare la strada da seguire. Siamo una realtà culturale che non deve essere così ottusa da pensare che Firenze voglia dire solo fiorentino. E’ un marchio che attira tutti a sè.”

(Riccardo Marasco da “Il ritorno del menestrello”, P. Monticelli, Corriere Fiorentino).


Fotografie di Davide Patti

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Il grosso del lavoro lo fa lei stessa, ma loro l’hanno resa ancora più preziosa.

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Martina