L’amica del cinema

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Al tramonto, la luce calda sfiora quelle colline verdi e marroni. Nonostante il sole stia calando, il bagliore dei raggi è ancora troppo forte per non strizzare gli occhi o mettere la mano sul viso per fare ombra. Guardare, seduti su una panchina col braccio che sorregge la testa, un panorama che si estende lontano, un panorama fatto di campi arati, di vigne allineate come fossero disegnate, di amici che la domenica pomeriggio fanno i picnic, di alti girasoli concentrati a fissare, di fiori appena sbocciati, di nonni che accompagnano i nipoti a raccogliere gli anemoni da portare il giorno dopo a scuola alle maestre.

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Passeggio lungo un viottolo stretto, i sassi irregolari sotto la suola delle scarpe, qualche pozzanghera qua e là e mi accorgo di non essere da sola. Lucy Honeychurch ammira la città appoggiata al balcone, Massimo si addentra nel campo graffiandosi con le spighe di grano, Lucy Harmon si scatena ballando con la musica nelle orecchie ascoltando il suo walkman, Leonardo è in piazza e gesticola allegramente raccontando di qualche bischerata fatta.

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“La Toscana è una regione amica del cinema” (da Toscana Film Commission).


La Toscana, date le sue caratteristiche geografiche e la bellezza dei suoi paesaggi, è stata da sempre scelta, come scenario, da registi (e non solo) di fama sia nazionale che internazionale per girare film che avrebbero presto fatto la storia del cinema. Scene brevi, spot pubblicitari, lungometraggi interi; da Benigni a Pieraccioni, da Pasolini a Monicelli, da Fellini a Zeffirelli e tanti altri ancora.

Grandi nomi che ci hanno omaggiato esaltando il panorama che si presta davanti agli occhi, sia concreto che immaginato, quando parliamo di terra toscana. Poeti e scrittori. Pittori e cantastorie. Attori e scenografi.

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“Perché anche con loro la Toscana è diventata una fucina culturale di grande spessore, un centro di cultura per il mondo che può permettersi di indicare la strada da seguire. Siamo una realtà culturale che non deve essere così ottusa da pensare che Firenze voglia dire solo fiorentino. E’ un marchio che attira tutti a sè.”

(Riccardo Marasco da “Il ritorno del menestrello”, P. Monticelli, Corriere Fiorentino).


Fotografie di Davide Patti

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Il grosso del lavoro lo fa lei stessa, ma loro l’hanno resa ancora più preziosa.

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Martina

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