Nel mulino che vorrei

Ci siamo cresciuti. Ne siamo stati affascinati. Ne abbiamo preso esempio.
Lo abbiamo criticato per averci mostrato una visione della realtà troppo forzata quanto finta ma allo stesso tempo milioni di famiglie ci si sono rispecchiate. Così tanti tipi di prodotti da avere l’imbarazzo della scelta, trovarsi minuto dopo minuto davanti allo scaffale del supermercato senza decidere quale prendere…

Tra i tanti spot pubblicitari proposti, vorrei porre l’attenzione su di uno soltanto. E’ il 1994 e giovani ragazzi sfrecciano per la città in sella alle loro biciclette, i campi son pieni di papaveri, e l’aria è calda proprio come nelle giornate di primavera quando il sole batte ma non troppo forte, un cielo luminoso. Un plumcake per dare avvio ad un sorriso.

Una Firenze vecchia ma non troppo, le strade e le piazze sostituite da verdi campi, la cattedrale di Santa Maria del Fiore pulita e libera dalle impalcature per il restauro. Un’aria dolce, fresca e romantica.

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C’è chi dice no

La commedia italiana di Giambattista Avellino e ambienta a Firenze si focalizza su temi rilevanti quanto scottanti: posti di lavoro ottenuti grazie alla pratica delle raccomandazioni che porta all’impossibilità di mobilitazione sociale e vede per i giovani studenti un futuro bruciato. Un tema attuale e serio, ahimè, ma affrontato con toni leggeri e scherzosi che fanno emergere il problema e far riflettere senza creare un’eccessiva polemica.

Tre giovani amici e talentuosi professionisti hanno passato la loro vita superando esami, lauree e specializzazioni le quali all’improvviso sembrano non acquistare più nessun valore. Max lavora come cronista in un quotidiano locale ma proprio quando sta per ricevere la tanto sudata assunzione, si vede soffiare il posto dalla figlia di un noto giornalista; Irma è uno dei più stimati dottori dell’ospedale nel quale lavora e sopravvive grazie alle borse di studio ma quando sta per ottenere il contratto, il posto viene dato alla nuova fidanzata del primario; Samuele è un genio del diritto penale e sta per vincere un concorso da ricercatore per dire finalmente addio alla situazione da assistente-schiavetto di un barone universitario, il posto gli viene però soffiato dal genero inetto del barone.

Il trailer:

I tre protagonisti decidono quindi di ribellarsi al sistema prendendo di mira ciascuno il raccomandato dell’altro con piccole vendette e molestie quotidiane. Tuttavia, quello che era iniziato come un gioco, sfuggirà loro di mano.

Il film, uscito nelle sale l’8 aprile 2011, è stato presentato in anteprima al cinema Odeon dove ha presenziato anche una parte del cast tra cui Luca Argentero, Paola Cortellesi e Paolo Ruffini. Cliccando QUI è possibile vedere delle dichiarazioni rilasciate dagli attori e dal regista stesso. (da ToscanaWeb.tv)

Fonti: Wikipedia, Corriere Fiorentino.

Martina

Jersey Shore, i tamarri a Firenze.

Il reality nasce nel 2009 su Mtv. Arrivato alla sua terza stagione, Jersey Shore punta l’occhio sulle vite di otto ragazzi italo-americani riprendendoli durante tutto il corso della giornata. Deena, Vinny, Sammi, Ronnie, Paul, Nicole, Mike e Jenni. Sono proprio loro, quelli soprannominati “guidos” e “guidettes” per il loro modo di fare eccentrico ed il loro abbigliamento appariscente. Da vero tamarro. Le prime due serie si sono svolte nella regione del Jersey Shore mentre la terza (già andata in onda negli USA ma trasmessa in questi giorni in Italia) ha avuto luogo in Florida, a Miami Beach.

Da circa una settimana sono in corso le riprese della quarta stagione e udite udite? Si sta svolgendo nel capoluogo toscano! Avete capito bene, è proprio la città di Firenze che sta ospitando dallo scorso venerdì gli allegri tamarri. Convivono insieme in un appartamento in pieno centro storico del quale, per via dell’affluenza dei molti fan (per lo più americani), se ne è scoperta subito l’ubicazione. A turno i membri dello staff fanno la guardia al grande portone in legno di Via de’ Vecchietti, controllati a distanza da pattuglie della polizia municipale, i ragazzi di Jersey Shore stanno trascorrendo i loro primi giorni nella bella città rinascimentale e al mattino, appena svegli, (quindi più o meno verso mezzogiorno) può capitare di vederli affacciati alle finestre del palazzo (ho assistito di persona) mentre scrutano i passanti e salutano saltuariamente qualche ragazzo che li chiama dalla strada.

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